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10 settembre 1950, da 0 a 3 a 3 a 3 contro l’Inter

di Giorgio Bicocchi

Puccinelli calcia-wCos’era, un brutto incubo? Primo tempo dell’esordio in campionato contro l’Inter: 10 settembre 1950, ancora caldo, quasi trentamila tifosi accorsi allo stadio Torino. Tutti in camicia e magliette a maniche corte, come si evince dalla foto di quella Lazio, schierata al centro del campo, prima del via: ci sono i distinti, dietro i giocatori, che trasmettono caldo solo a guardarli.

Nella stagione precedente la Lazio aveva colto uno straripante quarto posto, a ridosso delle tre potenze del Nord. Logico che – pur avendo rivoluzionato la squadra – la gente riponesse estrema fiducia in un altro campionato d’elite. E invece, cosa era accaduto in quel primo tempo? Tre gol al passivo, con l’Inter che giocava a memoria, pericolosa non appena si affacciava in area biancoceleste. Segno’ Nyers, raddoppio’ ‘Veleno’ Lorenzi, bravo ed abile pure a triplicare. Non era un incubo, davanti non c’erano spettri: quell’esordio in campionato – nonostante gli auspici – pareva essere ormai destinato ad un flop deflagrante.
Fu negli spogliatoi che i ‘decani’ di quel gruppo, allenato dall’ex allenatore del Toro, Sperone, trascinarono il resto della squadra, infondendo la speranza di poter riacchiappare quel punteggio, tre gol sotto, fischi solenni all’uscita dal campo.
Furono i fratelli Sentimenti (IV e III) a suonare la carica, Furiassi, Alzani e Montanari, in difesa, chiusero ogni varco. Flamini comincio’ a regalare assist al bacio, Hofling prese le misure, Puccinelli inizio’ a colpire.

1950 10 settembre Lazio-Inter 3-3-wSi, fu proprio il primatista biancoceleste per presenze in serie A, a battere per la prima volta il portiere dell’Inter Franzosi. Mancavano meno di venti minuti alla fine, quel gol di Puccinelli assomigliava al classico punto dell’onore. Invece l’Inter si smarrì, perse coraggio, nonostante il doppio vantaggio. Ci sono episodi che mutano il corso di una gara: a nove minuti dalla fine Sentimenti III realizzo’ il gol del 2 a 3. Bissato, sei giri di lancetta più tardi, da un altro gol di Aldo Puccinelli, ritratto nella seconda foto a corredo. Fini’ tre a tre, in modo sorprendente alla luce del verdetto emesso dal primi tempo. Fu una gara-presagio perché la Lazio, nel corso di quella stagione, complice una difesa di ferro ed i gol di Hofling (11), Flamini (10) e Puccinelli (9) macino’ calcio scintillante, timbrando un altro straordinario quarto posto conclusivo.