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12 maggio 1974. Lazio nel sogno

di Giorgio Bicocchi

Scudetto 1974Il rigore di Long John sotto la Curva Sud, lo sguardo fisso nel vuoto del portiere del Foggia Trentini, la festa attesa una vita. All’interno dell’Olmpico, quel pomeriggio di trentanove anni fa, non sarebbe entrato manco uno spillo, biglietti esauriti sin dal martedì precedente la partita. L’arbitro Panzino che indica il dischetto dopo un fallo di mano sul vertice dell’area di rigore. Chinaglia che si prende il pallone sotto il braccio e passeggia nervosamente prima di calciare.

La Lazio raccolse, quel giorno, quello che avrebbe meritato la stagione precedente: in lizza fino all’ultima giornata prima della sconfitta di Napoli, terza in classifica dopo aver tenuto testa a Milan e Juve da ottobre a maggio.
La camicia chiara di Tommaso, il giro di campo di Lenzini prima dell’inizio della partita, il vecchio, romantico tabellone luminoso dell’Olimpico che tratteggia, poco prima delle ore 18, il nome ‘Lazio’, la squadra che vinse il campionato 1973-74. Poi la festa, straripante, fino alle luci dell’alba, per il primo titolo della più’ antica squadra della Capitale. Immagini, storie, aneddoti, ricostruzioni fissate con cavi d’acciaio nella mente di tutti i laziali: quelli che oggi, a trentanove anni da quel prodigio, viaggiano verso i cinquanta o quelli che vivono una vecchiaia serena. Una squadra magica, un’avventura irripetibile. Grazie Lazio, oggi, in attesa, l’anno prossimo, per il quarantennale della ricorrenza, di organizzare un’altra, bellissima festa.