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18 febbraio 1996: agguanta la palla Marco Lanna…

di Giorgio Bicocchi

Signori-wIl calcio d’angolo venne battuto tra Tribuna Tevere e Curva Nord a sei minuti dalla fine del derby andato in scena il 18 febbraio di diciotto anni fa. Era stata, fino ad allora, una stracittadina giocata in malo modo dalla Lazio. Una gara in linea con quello che era stato il torneo fin li’ disputato: girone di andata chiuso più a centro classifica che verso le zone auguste della classifica.

Un inverno che più grigio non poteva essere con quella Lazio del secondo Zeman sovente maltrattata fuori dall’Olimpico.

Notte fredda, la Roma di Mazzone che pareva doversi rammaricare per quel pareggio che ormai – a sei giri di lancetta dalla fine – sembrava davvero scolpito sulla pietra. Poi la svolta, improvvisa come un uragano d’agosto. A centro area, sulla parabola di quel calcio d’angolo, Marco Lanna, il difensore che la Roma, spendendo pure parecchio, aveva ingaggiato dalla Samp, salto’ più in alto di tutti, colpendo la palla con la mano.
L’Olimpico quasi non si accorse di quella ingenuità, tanto era la sorpresa di credere che un derby stava per essere deciso da una omissione così marchiana. Eppure era rigore netto e pure un arbitro tradizionalmente severo con la Lazio come l’aretino Nicchi non poté esimersi dal concederlo Mazzone comincio’ a passeggiare nervosamente davanti alla propria panchina, la Sud si tacque mentre la Nord trattenne il respiro. Beppe Signori, il rigorista designato, si prese la palla sotto il braccio, andandosene verso l’angolo opposto. Le proteste erano state flebili ma Cervone, il portiere della Roma, stentava a guadagnare la linea bianca col chiaro intento di innervosire il capitano della Lazio.
Zeman si strinse nel loden blu d’ordinanza, vicino a lui il fido Cangelosi. Marchegiani, sotto la sud, si chino’ sulle gambe scrutando l’area opposta: ancora pochi istanti e l’epilogo più beffardo per la Roma in un derby stava per materializzarsi. Di Matteo e Winter osservarono l’esecuzione quasi uno accanto all’altro. Beppe, in Coppa UEFA, aveva già sbagliato un rigore decisivo, in autunno, contro il Lione, vero, ma era pur sempre specialista impeccabile. Già ammonito da Nicchi, Re Beppe spiazzo’ Cervone correndo verso la Nord.

La mano di Marco LannaSi erano quasi fatte le 22 e 15 (allora le serali iniziavano alle 20,30) e Nicchi lo ammonì un’altra volta, espellendolo. Fini’ così: Lazio-Roma 1 a 0.
Marco Lanna gioco’ un’altra stagione con la Roma, palesemente contestato dal pubblico per quell’ingenuità colossale che aveva regalato un derby alla Lazio. I nostri tifosi coniarono un coretto ‘agguanta la palla Marco Lanna’, che durò (beffardo) per un paio d’anni. Vennero creati pure striscioni con la casacca e il numero (4) indossato dal difensore. Costretto poi a lasciare Trigoria, quasi rifugiandosi in Spagna, dove resto’ per quattro anni.
La Nord continuo’ per settimane a irridere i rivali, come la foto allegata dimostra. E la Lazio, d’incanto, prese a volare, timbrando alla fine di quel campionato strano, il terzo posto finale, segnando in primavera a raffica.
Potenza di un derby atipico, vinto nel modo più bello e più auspicato dai tifosi. Grazie ad un errore marchiano di Marco Lanna, riciclatosi per una notte, all’interno della propria area di rigore, novello pallavolista.