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1905, la Lazio inaugura anche il triathlon!

di Giorgio Bicocchi

Il Triathlon a Roma lo portò la LazioLa Federazione Italiana Triathlon, nel proprio sito web ufficiale, riferisce che la disciplina ebbe origine nel 1977 su una spiaggia di Honolulu, alle Hawaii, nel mezzo del Pacifico, quando tre gare (di corsa, a nuoto ed in bici) vennero combinate in un’unica prova.

Riavvolgere la storia – figurarsi un romanzo lunghissimo come quello vissuto dalla Lazio, estrinsecatosi in decine di seguitissime discipline, dal ‘900 ai giorni nostri – porta talvolta a dare una luce diversa a ricostruzioni spacciate approssimativamente per verità. Date un’occhiata, ad esempio, a questo stralcio, risalente al settembre 1905, allegato a questa ennesimo approfondimento fornito dal Centro Studi: si da’ notizia di una gara – svoltasi a Roma – con partenza alle ore 7 da Porta Pia e arrivo a via Flaminia, dopo essere transitati per via Nomentana, via Parioli e il greto del Tevere. Bisognava percorrere un tratto a piedi – vi si legge – uno a nuoto, un altro in sella ad una bici. Dunque, semplificando, una vera e propria gara di triathlon.
La gara venne vinta da Olindo Bitetti, uno che assieme a Fortunato Ballerini scrisse la storia dei primi decenni della Lazio, con Umberto Torchio ed il fratello Alfredo, uno dei primi pionieri del nostro sodalizio, piazzatisi rispettivamente al terzo ed al quinto posto di quella specifica (e storica, se volete) graduatoria.
Bene, sommando il tutto, quel giorno andò in scena una gara di triathlon, con gli atleti della Lazio indiscussi protagonisti.
Bastava spulciare l’evoluzione sportiva di Roma per ricostruire l’origine di una disciplina che gli atleti della Lazio – i più forti dell’epoca, come l’ordine d’arrivo della gara di Porta Pia attesta – già dominavano nel lontanissimo 1905. A piedi, a nuoto, in bici: vincevamo le prove di quella che sarebbe diventata una disciplina chiamata ‘triathlon’ . Oltre al calcio, al rugby e all’hockey su prato, portammo nella Capitale, dunque, pure il ‘triathlon': un’altra verità da snocciolare con orgoglio a chi minimizza la storia della Polisportiva che amiamo.