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23 settembre 1973, la Lazio gioca a tennis col Novara

di Giorgio Bicocchi

Chinaglia e GarlaschelliUna vittoria striminzita col Varese. Una sconfitta inattesa a Brescia. Un pari senza reti nel derby di inizio settembre con la Roma. Con le spalle praticamente al muro per via di una classifica deficitaria in quel girone, la Lazio – in una notte di quarantuno anni fa – era costretta a vincere con quattro gol di scarto contro il Novara per qualificarsi alla fase finale della Coppa Italia.

Quella squadra di pazzi non poteva mancare l’appuntamento: Maestrelli scelse D’Amico per cercare l’assalto, l’Olimpico apri’ i cancelli a quasi cinquantamila tifosi biancocelesti. C’era il sapore dell’impresa nell’aria: la Lazio aveva finito al terzo posto la stagione precedente ed era attesa da grande protagonista ai nastri del campionato che sarebbe iniziato il 7 ottobre al ‘Menti’ di Vicenza. Nel Novara c’erano due ex: uno in panchina, Carlo Parola, l’altro al centro dell’attacco, Giampiero Ghio, uno dei partner prediletti in carriera di Giorgio Chinaglia. E uno stopper, Udovicich, la cui figurina dell’album Panini era spesso introvabile.
Quaranta minuti del primo tempo senza segnare: ci fu pure il tempo per arrabbiarsi, complice due gol annullati dall’arbitro Panzino. Che, a conti fatti, nelle giornate epiche della Lazio di Maestrelli, ci fu sempre. Poi, prima dell’intervallo, ecco l’uno-due che oriento’ il felice esito dell’impresa: sblocco’ Chinaglia (e chi sennò?), raddoppio’ Martini con un tiro sotto la traversa, scagliato da trenta metri.
Poi, nella ripresa, ecco servite altre quattro reti. Siglate (due) da Garlaschelli, un’altra da Long John mentre il sesto gol venne realizzato, nel finale, da Ferruccio Mazzola. Fini’ in un tripudio, Lazio-Novara sei a a zero. Con Chinaglia e Garlaschelli (ritratti, nella foto acclusa, in un abbraccio al termine di una partita diurna di quella Lazio scoppiettante) semplicemente immarcabili. L’antipasto di quello che sarebbe accaduto di li’ a poche settimane, Lazio schiacciasassi, prossima a vincere il primo tricolore. Sei a zero: la Lazio non vinse il primo set di una partita di tennis ma consegno’ alla storia un’altra grande pagina di quel ciclo irripetibile. Autografato da Tommaso, Long John e altri pazzi scatenati.