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24 agosto 1997: Saragozza in piedi, passa Signori

di Giorgio Bicocchi

Signori 1wtmEstate, tempo di tornei. E di trofei, posti possibilmente in bacheca. In Spagna (solo per fermarsi alla penisola iberica) la Lazio vinse in Galizia il Trofeo Herrera, nei primi anni Cinquanta. Il Torneo di Cadice, battendo ai rigori (erano i tempi di Zoff, Riedle e Soldà) anche il Real di Sanchez e Michel.

E, riavvolgendo la storia, pure il Trofeo Carlos Lapetra, dedicato ad uno dei giocatori piu’ rappresentativi del Saragozza e della Nazionale spagnola. La gara venne disputata allo Stadio “Romareda” di Saragozza il 24 agosto 1997: venne invitata la Lazio di Eriksson, destinata, allora, a diventare una delle grandi del calcio continentale. Non a caso – al termine di quella stagione – quella squadra si sarebbe presentata al Parco dei Principi di Parigi per contendere all’Inter di Simoni la Coppa Uefa.
Insomma, quello era un gruppo con un ‘elenco” (come amava dire Sergio Cragnotti) di giocatori davvero da rimarcare. Per quella gara secca, contro il Real Saragozza, Eriksson, al termine di un mese intenso di amichevoli disputate all’estero, schierò Marchegiani in porta, Pancaro, Lopez, Nesta e Favalli in difesa, Fuser, Almeyda, Venturin in mezzo campo, lasciando il terribile trio composto da Mancini, Signori e Bokisc ad infestare l’area avversaria.
La Lazio, orfana peraltro di Jugovic, a conferma di una superiorità tecnica schiacciante, vinse due a zero. Segnarono Signori e Boksic, con Eriksson che – cercando di mettere in piu’ giocatori benzina nel motore – spedi’ in campo, in ordine sparso, pure Negro, Chamot, Marcolin, Casiraghi e Rambaudi.
Quella sera, a Saragozza, si stava per concludere una estate particolare per Beppe Signori, sovente messo in discussione – dovendo partire dalle retrovie – da Eriksson. Il prologo di quello che sarebbe poi accaduto nel successivo mese di novembre, col bomber che scelse Genova e la Samp per riavere fiducia, lasciando improvvidamente la Lazio, destinata a vincere tutto.
Re alla “Romareda”, esattamente diciassette anni fa, con un mastodontico trofeo in bacheca. Un trionfo bissato, peraltro, dodici anni dopo, nel 2009, pure dalla Lazio di Ballardini, che, dopo la Supercoppa di Pechino, sbancò ancora lo stadio del Saragozza vincendo un’altra edizione del torneo.