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8 aprile 1999: a Mosca Boksic scaccia la paura

di Giorgio Bicocchi

BoksicwtmStoria di quindici anni fa: tre giorni prima del derby di ritorno, capolista in campionato, un po’ sulle gambe e un po’ bersagliata dagli arbitri, la Lazio sbarca al vecchio hotel Rossya di Mosca per preparare la semifinale di andata di Coppa delle Coppe. Tutti gli osservatori internazionali – giunti a quel punto della competizione – profetizzavano una finale a Birmingham tra Lazio e Chelsea.

Che, in sostanza, avrebbe voluto dire Mancini (in campo) contro l’amico Vialli (in panchina). La storia, lo sapete, come spesso accade, fu diversa ma prima c’era da eliminare i fastidiosi russi del Lokomotiv, la squadra dei ferrovieri di Mosca.
Oggi, nella capitale, il mastodontico hotel Rossya non c’è più, chiuso dal progresso, dallo sfarzo e dalla voglia di un turismo diverso: la Lazio di Eriksson vi alloggio’ – con vista sulla Piazza Rossa – con le insidie del derby con la Roma di Zeman in testa. Fu per questo, nel tentativo di centellinare le energie, che Sven mando’ in campo, all’inizio, una squadra un po’ squinternata. Senza Nesta e Nedved, con Vieri e Salas davanti e Almeyda, in mezzo al campo, a correre un po’ per tutti, soprattutto per De La Pena, play-maker insulso di quel pomeriggio moscovita.
La Lazio soffri’ – eccome – senza incidere granché, soprattutto per un’ora abbondante. Incasso’ un gol, rischio’ di prenderne un altro, poi – visto che la classe non era acqua – furono gli ingressi dalla panchina di Mancini e Boksic a rivoltare la partita come fosse un calzino. Il Mancio invento’ e Alen siglo’ il pareggio al platino. Fini’ uno a uno, risultato pesante che avrebbe fatto in modo che la Lazio, quindici giorni dopo all’Olimpico, entrasse in campo da qualificata. Nessun ribaltone, così andò, zero a zero un po’ sofferto e biglietto staccato per la storica finale di Birmingham. Dove non ci sarebbe stato Vialli con il suo Chelsea ad attenderci ma gli appiccicosi spagnoli del Maiorca.