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Autunno 1969, quando Long John e Morrone umiliarono i viola

di Giorgio Bicocchi

1970 chinaglia facco e morroneCon lo scudetto sul petto, imbattuta in trasferta da quasi un anno e mezzo. Eppure, prima di quella gara disputatasi in un Olimpico stracolmo il 19 ottobre 1969, il “Petisso”, Bruno Pesaola, tecnico della Fiorentina Campione, aveva messo in guardia i viola che, peraltro, sarebbero scesi a Roma privi pure di Merlo e Amarildo.

La Lazio di Lorenzo, infatti, un mese prima di quella gara, aveva battuto il Milan, complice il primo gol in serie A di Giorgio Chinaglia, inarrestabile nella sua progressione fino davanti a Cudicini. E, come nei peggiori incubi, Pesaola – da sapiente uomo di calcio – ebbe ragione. Perché la Lazio, sotto un sole più primaverile che autunnale, sciorinò calcio scintillante, andando sotto nel punteggio, vero, dopo appena pochi giri di lancetta, ma poi destandosi, riversandosi nella metà campo viola, grazie alla sapienza di Governato, alla potenza di Long John, alla classe al potere di Massa, Ghio e Morrone.
Terminò 5 a 1 quella gara, come certo molti “suivers”, biancocelesti ricordano: chissà se la rievocazione di quel trionfo non sia di buon auspicio per l’imminente gara contro i viola di Montella. Governato, dopo l’illusorio vantaggio di Chiarugi, pareggiò. Cucchi, il mediano papà di Enrico (che giocò anche nell’Inter) – prematuramente scomparso – firmò il vantaggio. Long John, prima della fine della prima frazione, triplicò alla sua maniera.
Nella ripresa il canovaccio non cambiò, con la Fiorentina Campione d’Italia in carica incapace di reagire davanti a quella Lazio arrembante. Morrone, il grande “gaucho”, segnò un gol d’autore: ed erano quattro. Poi, nel finale, ecco un altro squillo di Chinaglia, per la sua personale e bella doppietta. Finì così, con la Lazio festeggiante in mezzo al campo con la muta dell’epoca che tanto richiamava le squadre inglese: pantaloncini blu, casacca anch’essa blu anche se con tonalità più sfumate rispetto ai calzoncini. Con Chinaglia e Morrone – ritratti assieme a Mario Facco nella foto acclusa – stanchi ma felici.
Al termine di quel torneo – vinto dal magico Cagliati di GiggiRiva – la Lazio, da neopromossa, finì ottava, davanti alla Roma. Chinaglia segnò dodici gol, dando ampia dimostrazione del suo repertorio da predestinato. Lazio-Fiorentina 5 a 1 nell’ottobre del ’69: una delle storiche vittorie ottenute dalla nostra squadra contro i viola.