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Cento anni fa nasceva Renzo Nostini

di Giorgio Bicocchi

Renzo Nostini nel 1998Quasi tremilaseicento battute: fanno poco più di cinquanta righe se fosse stato possibile impaginare il testo all’interno di un giornale. In mezzo al prato dell’Olimpico, con il microfono in mano, il 9 gennaio del Duemila – subito dopo la vittoria colta dalla Lazio contro il Bologna che ci riconsegno’ la testa della classifica – Renzo Nostini dava il via alle celebrazioni del Centenario con parole ricche di significati.

E’ il documento che vi proponiamo: letto con la solita voce stentorea, quella sera di quattordici anni fa, dall’Ingegnere, la figura più leggendaria del nostro sodalizio.
Ve ne accorgerete: ci sono righe e parole che Nostini corresse a penna e che rendono lo scritto ancora più romantico. Abbiamo pensato di commemorarlo così, Nostini: già, perché oggi, 27 maggio 2014, ricorre il centenario della sua nascita. Un invito per le ‘giovani aquile’ , i nostri figli. O i nipoti. O, ancora, i figli dei nostri amici. Quelli che, in classe o all’università, esibiscono con orgoglio i nostri colori. Bene, leggete attentamente ciò che scriveva Nostini nel documento che il Centro Studi allega. Viene descritta la nascita del concetto di ‘Lazialita’. Che, essenzialmente, vuol dire storia, tradizione, stile, capacità di primeggiare rispettando il disagio degli avversari. Nostini racconta i suoi primi anni di atleta. E che atleta! Versatile, estroso, coraggioso: fu nuotatore, pallanuotista. Magnifico schermidore con quei sette titoli mondiali posti in bacheca, sciabola e fioretto le discipline predilette. Conditi pure da quattro argenti nelle prove a squadre ai Giochi di Londra e di Helsinki. E poi, dopo aver vinto un vagone di allori internazionali, eccolo dirigente lungimirante. Presidente della Lazio Nuoto, per oltre sessant’anni. Cariche al Coni: chi meglio di lui incarnava d’altronde l’essenza dello sport?
Cento Motivi per dire Lazio 1wtmCento Motivi per dire Lazio 2wtmUn autentico vanto averlo avuto Laziale, interprete dei valori più sani e più belli del nostro mondo. Nostini racconto’, in quell’Olimpico festante, le procedure che accompagnarono il suo abbraccio all’ideale-Lazio. Il suo legame con Olindo Bitetti che gli narrava sempre di gare di nuoto svoltesi nel lago di Bracciano.
Primi del Novecento, noi soli, a Roma, custodi delle sport. Scrive – Nostini – della sua passione per il ‘crawl’ , nuoto e scherma assieme, roba per fisici da corazzieri. Cita Ancherani, il cultore dell’olimpismo di inizio secolo: una macchina che praticava più discipline, tutte con grande profitto. Esorta le sezioni dell’epoca facenti parte della Polisportiva a volgersi senza remore verso il nuovo Millennio. Ecco, ci piace credere che, in fondo, ciò che Nostini sognava nel Duemila – allargare le fondamenta della Polisportiva, coinvolgendo più sezioni e più atleti – si sia gradualmente realizzato.
Oggi – lo sapete – registriamo cinquantanove sezioni ed altre discipline bussano per diventare una rumorosissima e festante famiglia biancoceleste. Eccola, l’eredità di Nostini, capostipite per sempre del movimento: una Lazio in costante divenire. Da lassù l’Ingegnere – nato cento anni fa – approva e sottoscrive.