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Claudio Bandoni, un derby per la gloria

di Giorgio Bicocchi

Bandoni Claudio-wClaudio Bandoni resto’ a Tor di Quinto dodici mesi esatti. Venne ingaggiato da Lenzini dalla Fiorentina, dopo essere transitato anche per il Napoli. Portiere con la valigia costantemente aperta se e’ vero che, prima di sbarcare in biancoceleste, aveva vestito le maglie di ben nove squadre, su e giù per lo Stivale.

In un anno di Lazio, nel 1971-72, Bandoni, con Maestrelli in panchina, conquisto’ la promozione in serie A (secondi alle spalle della Ternana, con qualche patema di troppo) e un derby. Esattamente la stracittadina di Coppa Italia giocata a fine agosto del ’71, con la Lazio che riconquisto’, pur dovendo giocare in cadetteria, la supremazia cittadina, tornando a vincere un derby dopo sei anni. L’ultimo prima di quella notte di Coppa? Avevamo vinto grazie ad un gol del golden-boy Vito D’Amato nel ’65.
Bene, in quel derby di Coppa – sofferto perché giocato contro uno stadio al settanta per cento popolato da romanisti – Bandoni si esalto’. Contribuendo a colorare di biancoceleste una stracittadina che, in teoria, doveva essere senza storia, con la Roma di Herrera super-favorita e la Lazio di Maestrelli, retrocessa ed appena ricostruita, sicura vittima sacrificale.
Bandoni, toscano, classe ’39, ritratto nella foto a lato in un pomeriggio assolato vissuto all’Olimpico, resse quasi da solo il confronto nel primo tempo, ribattendo tiri a colpo sicuro di Pellegrini, Amarildo e Franzot. Poi, nella ripresa, Bet liscio’ e Long John porto’ in vantaggio la Lazio. Con la sicurezza dei numeri uno navigati, Bandoni diresse la retroguardia, abbassando la saracinesca pure su La Rosa, che, di li’ a due anni, avrebbe varcato il Tevere, arrivando alla corte di Maestrelli.
Ecco, di Claudio Bandoni – che alla fine di quella stagione lascio’ il posto a Felice Pulici – restano due istantanee. Quella di uno dei portieri meno battuti di quel campionato cadetto, in cui la Lazio si riprese la sua storia e ciò che le apparteneva, e le parate portentose in quel derby di Coppa Italia dell’agosto del ’71. In cui lui, dalla porta, e Giorgio Chinaglia, dal fronte d’attacco, regalarono ad Herrera e alla Roma una notte di impotenza.