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Dabo, un dischetto per la gloria

di Giorgio Bicocchi

Dabo 5Sta girando il mondo, in questi giorni, Ousmane Dabo, presentando la sua nuova marca di abbigliamento. Eppure, appena cinque anni fa, il 13 maggio del 2009, fu un suo preciso destro dal dischetto, al termine di una estenuante sequenza di rigori, a regalare alla Lazio la quinta Coppa Italia della sua storia.

Raccontano, i vecchi appassionati biancocelesti, che il boato del gol vincente di Re Cecconi, il 30 dicembre 1973, si senti’ fino a piazza Mazzini, tanto fu l’entusiasmo prolungato della gente dell’Olimpico dopo la prodezza di Luciano contro Vecchi. Bene, di quella sera magica, con la Lazio di Delio Rossi opposta alla Sampdoria di Mazzarri, restano vivissime due esultanze: il fragore del nostro popolo dopo il gol di Zarate, da distanza siderale, e il rimbombo – che duro’ diversi, emozionanti secondi – proprio dopo il rigore decisivo realizzato da Dabo contro il portiere Castellazzi.
Ecco perché Ous è rimasto nel cuore di ogni laziale. Aggiungete la chiarezza nel parlare, nel rappresentare le proprie opinioni, raramente banali. L’eleganza, lo stile, la sobrietà. La sua condanna verso il razzismo e verso ogni forma di prevaricazione. Tanto che, mesi addietro, qualcuno, ammaliato dal suo repertorio di ragazzo perbene, propose un suo incarico come ambasciatore della Lazialità nel mondo. Compito che – qualora si fosse davvero concretizzato –Ousmane, classe ’77, l’uomo di Laval, avrebbe svolto con entusiasmo contagioso.
Sei anni di Lazio, quasi centosessanta partite in biancoceleste. Richiesto all’Atalanta direttamente da Mancini (con lui arrivo’ poi anche Zauri), uno che di piedi buoni e fosforo in campo se ne intendeva. Troppi infortuni ne limitarono la carriera: ecco spiegato il motivo per cui nel 2011, in una età agonistica ancora verde, in fondo, disse basta, pensando a cosa fare da grande.
Cinque anni da quella notte magica, tre quarti di Olimpico vestito a festa. Le lacrime di Delio, il suo commiato alla causa. E il fisico d’ebano di Ousmane a portare a spasso la Coppa Italia. Festante, quasi in lacrime. Oggi, 13 maggio, legittimo ricordare uno ad uno tutti coloro che concretizzarono quella magica cavalcata tricolore, eliminando Milan e Juve, tra le altre. Dedicando un pensiero piu’ speciale ad Ousmane Dabo e al suo dischetto per la gloria.