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Daniela Reina, una freccia per la Lazio Atletica

di Giorgio Bicocchi

foto Reina 2Perché scegliere la Lazio? ‘Semplice’ – risponde Daniela Reina, classe ’81, nuova, fiammante tesserata della Lazio Atletica Leggera, la sezione venuta alla luce per prima, antesignana dell’intera galassia biancoceleste – ‘perche’ io sono Laziale’. Ma come Camerino, nelle Marche, la città famosa per l’Universita’, dove sei nata, pulsa di passione biancoceleste? Eppure non e’ Jesi, un po’ più su, dove nacquero Marchegiani e Mancini. ‘Io sono sempre stata Laziale, pur in una famiglia di milanisti.

Erano gli anni che precedettero il secondo scudetto. Vivevo la Lazio da fuori, bello che poi il destino mi abbia fatto abbracciare questi colori’.
Daniela Reina non e’ stata, in ambito nazionale ed internazionale, una atleta comunque. Se digiti il suo nome e cognome sul web ti imbatti in un video, con un titolo che è tutto un programma: ‘Daniela Reina, the italian queen of 400′. Regina, certo, del mezzofondo. Titoli italiani messi assieme nei 400 ma pure migliori prestazioni pure sulla distanza doppia.
Partecipazioni agli Europei (Göteborg 2006) e ai Mondiali (Osaka 2007). Azzurra, eccome, atleta di classe, eleganza, carattere. Basta che scrutiate le due foto che abbiamo allegato, in cui il fisico di Daniela, un fascio di nervi, emerge in tutta la sua bellezza.
Ora, evaporata l’esperienza azzurra, ecco la Lazio, la società del Presidente Pollini, una sezione contagiosa per l’entusiasmo di cui è pervasa. Un esercito di colori, umori, sensazioni, vitalità. Daniela, dallo scorso novembre, e’ una di loro, essendo diventata – dati alla mano – una delle atlete della Lazio (intesa complessivamente) col più luccicante palmares. ‘Mi alleno tutti i giorni a Roma – dove mi sono definitivamente trasferita da un anno e mezzo – al campo della Farnesina. L’esordio? In primavera inoltrata. L’attesa? Tanta perché ogni gara, a qualsiasi livello, trasmette sensazioni magiche’.
foto Reina 3Un passato, da bambina, da danzatrice. Ora, deposta la muta di allenamento, Daniela si ricicla anche in istruttrice. Insegna infatti i segreti della pista ai bambini della Fiamme Azzurre, la sua precedente società. ‘Insegnare mi piace, forse perché mi piacciono i bambini, i loro occhi curiosi. Mi gratifica constatare ogni giorno i loro progressi. Mi piacerebbe davvero continuare ad insegnare, essere una istruttrice, magari della Federazione, perché no? Per adesso ho la Lazio: non vi nascondo che, in vista dell’esordio con la maglia biancoceleste addosso, nutro una certa emozione. Vorrei non deludere perché so che per il club rappresento un esempio da emulare’.
Una freccia, fino a qualche anno fa, con il tricolore sul petto, aerei da prendere, passaporti da esibire, un intero giro della pista in tartan da colmare. Ora la Lazio, la sezione più vecchia e gloriosa della Polisportiva, quella che ha generato, con orgoglio, tutto il resto, diffondendo i semi dello sport, mica solo capitolino.
Buona avventura, Daniela, nuova alfiere biancoceleste.