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Franco Nanni, per tutti “Bombardino”

di Giorgio Bicocchi

franco nanniOggi è il compleanno di un Campione d’Italia. Franco Nanni, classe ’48, pisano di nascita, romano d’adozione. Scoperto dalla Lazio di Lenzini nel lontano ’69: giocava a Trapani, lontano dal calcio che conta. Che, pero’, prontamente, grazie ad un bagaglio tecnico da predestinato, comincio’ a calcare. Sei anni in biancoceleste, dal ’69 al ’75, giocando l’ultima stagione con lo scudetto sul petto. Un tricolore una Coppa delle Alpi, un Torneo De Martino, un Campionato Under 23, recita il suo palmares: mica poca roba.

Mediano, con licenza di calciare in porta. Il portiere Ginulfi ancora ricorda la sassata da oltre trenta metri con la quale Nanni decise il derby di andata del ’72, Olimpico pieno per tre quarti di romanisti, irretiti dalla prodezza balistica di uno degli uomini a cui Maestrelli, per serietà ed abnegazione, era piu’ legato. Prodezza che gli valse il soprannome di “Bombardino”: mai come quella volta decisamente azzeccato. La Lazio, neopromossa in A, vinse quel derby e Helenio Herrera, che era allenatore dei dirimpettai cittadini, stizzito per aver perduto una stracittadina che pensava di aver vinto senza nemmeno giocarla, provoco’ apertamente Nanni, parlando di un tiro fortunato, invitandolo a ripeterlo se avesse avuto coraggio. Scaramucce verbali post-derby che Nanni, dall’alto della sua eleganza, non raccolse. 
Calciava in porta con disinvoltura – grande vanto per i centrocampisti – possedendo pero’ anche doti da incontrista: celebre una sua ferrea marcatura su Rivera, in uno dei tanti Lazio-Milan di quell’epoca. Lascio’ la Lazio nel ’75, non senza rammarico, ceduto al Bologna. Alla Lazio, alla sua vita ed alla sua storia, è rimasto sentimentalmente legato, svolgendo una attività da osservatore anche nel periodo di presidenza-Chinaglia. Oggi Franco compie 65 anni: legittimo ricordarlo e mandargli un abbraccio affettuoso.