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Gilardoni, 50 anni vicino alla Lazio

di Giorgio Bicocchi

Lovati e GilardoniIl 26 maggio scorso Senad Lulic gli ha regalato l’ultima gioia. Nanni Gilardoni, assistito da alcuni dei suoi numerosissimi nipoti, aveva assistito davanti alla tv, nell’elegante palazzina di via Nicotera, nel cuore della vecchia Prati, alla conquista della sesta Coppa Italia della storia biancoceleste.

Una sorta di istituzione al servizio ed alla tutela della Lazialita’. Ecco perché da stamattina, da quando si è sparsa la notizia della sua scomparsa, a molti laziali, dai cinquant’anni in su, e’ sembrato di essere più soli. Perché il notaio Nanni Gilardoni, classe ’30, sempre elegante nella sua giacca scura, ha incarnato, sia pure a distanza, una Lazialita’ bella e disinteressata.
Dal ’62 accanto alle vicende societarie. Accompagnando i successi di Lenzini e di Cragnotti, da consulente legale, tributario, amministrativo. Lui come Gian Casoni ed Ugo Longo: stile, eleganza, sobrietà, insomma i cromosomi del laziale doc.
Nel suo studio, a poche centinaia di metri da piazza della Liberta’, sono state perfezionate intese importanti. Come quella che portò Chinaglia alla presidenza, nel giugno dell’83. O come quella che scaravento’ Lotito al timone della Lazio, dopo l’uscita di scena di Cragnotti, nell’afoso luglio di nove anni fa. Se ne va, con Gilardoni, un pezzo della nostra storia. Ai nipoti, al resto della famiglia il dovere di non farla evaporare del tutto. Ciao Nanni, uno di noi.

(nella foto, Gilardoni con Lovati)