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Il compleanno: Badiani, una ‘scheggia’ per lo scudetto

di Giorgio Bicocchi

BadianiLenzini e Maestrelli scelsero lui come unico rinforzo nell’estate post-scudetto. Due anni di Sampdoria, dopo essersi messo in evidenza prima a Livorno e poi a Mantova. Corsa, dinamismo, la capacità di ricoprire più ruoli. Un centrocampista eclettico, che avrebbe, all’occorrenza, potuto dare il cambio ai centrocampisti (Nannj e Re Cecconi) oppure essere schierato anche all’ala. Tattica, evidentemente.

Furono questi i presupposti per il suo ingaggio. Oltre alla velocita’. Da qui il nomignolo che l’accompagno’ a Tor di Quinto: ‘scheggia’, appunto. A testimoniare la sua velocità’, la sua corsa perenne e la capacità di sacrificarsi.
Roberto Badiani, classe ’49, festeggia oggi 64 anni. Non vinse lo scudetto, si cucì solo la maglia col tricolore addosso ma di quella squadra (e delle vicende successive) ha fatto parte, eccome. Sette anni complessivi di Lazio (in mezzo le due esperienze a Napoli e a Pistoia), oltre duecento gettoni complessivi messi assieme tra campionato, Coppa UEFA e Coppa Italia. Presenza che dava coraggio, se non altro per l’impegno e l’abnegazione che, in ogni gara, regalava alla causa. Fu lui a Como, nel maggio del ’76, con un gol segnato sotto la traversa, a darci una salvezza soffertissima, con Tommaso, di nuovo malato, in panchina e Long John emigrato in America. Tornò nella Lazio di Clagluna, era presente in quella di Morrone che riacchiappo’ la serie A davanti ad un Olimpico festante, dopo che i cinque gol subiti a San Siro col Milan avevano seriamente messo in dubbio la risalita.
Gioco’ con Frustalupi, Chinaglia, Wilson, Cecco, Giordano, Manfredonia, D’Amico, Pulici. Gli immortali, ovvero, Ma pure con Marigo, Sanguin, Cantarutti, Giancarlo Ferrari, Brignanj, Saltarelli, Vella, Ambu, in un condensato democratico di Lazialita’. Firmò contratti con i fratelli Lenzini e con Gian Casoni. Accompagno’ un’epoca. Fu uno di noi, insomma, sempre e comunque, accontentandosi poi di seguire le vicende della Lazio – la squadra che gli aveva dato fama e vetrina – dalla sua Toscana.
Auguri, Roberto. Buon compleanno, ‘scheggia’, laziale coraggioso.