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Il compleanno: D’Amico, dedizione-Lazio

di Giorgio Bicocchi

DAMICCO E CHINAGLIAwtmVedi Vincenzo, ora, passare disinvoltamente dagli schermi della Tv di Stato a quelli delle tv private, disquisendo di serie cadetta o della Lazio attuale, e ripensi, trenta chili fa, al modo in cui quel ragazzino, piombando a Tor di Quinto dalla natia Latina, si prese, per oltre quindici anni, dal ’70 all’86, quella che sarebbe diventata la sua seconda pelle.

Oggi D’Amico, classe ’54, compie 59 anni: la prima considerazione che viene in mente è che Vincenzo mai tradì la causa, al pari, purtroppo, di qualche suo compagno. La stagione vissuta al Torino (con Rabitti allenatore, Pecci in cabina di regia, Ciccio Graziani al centro dell’attacco) la respirò come fosse un rejetto. Volle allora tornare alla Lazio nonostante la serie cadetta e società senza una lira in cui cimentarsi. Dedizione-Lazio, appunto.
Dagli anni in cui straripava in Primavera, facendo innamorare ogni allenatore, al primo gol segnato in serie A. Ricordate il colpo di tacco di Long John, sotto la Sud, nella gara contro il Bologna? Scoppio’ a piangere, il primo pianto, forse, della sua fiammeggiante esperienza biancoceleste. Perché Vincenzo, a conti fatti, c’è sempre stato. Nella cavalcata verso il primo scudetto, nella gara contro il Catanzaro che illuse, con mezza squadra a Regina Coeli, di poter salvare la categoria, retrocessi a tavolino dal procuratore federale De Biase. Nel ritorno in A, ispirando le reti decisive di Bruno Giordano. Nella partita contro il Varese di Fascetti, sotto un cielo umido, appena cinquemila spettatori all’Olimpico, quando pure gli inferi della serie C1 parvero, per un attimo, manifestarsi.
Classe da vendere, qualche vizio (la passione per le “pastarelle”), la tendenza ad ingrassare. Infortuni rognosi superati di slancio. Maestri che, per lui, hanno perso sovente la pazienza: Tommaso, su tutti. Regalo’ assist al bacio a Chinaglia, Garlaschelli, Giordano, Ambu, deliziando, qualche volta – per pura indolenza – anche facendo arrabbiare. Ma Vincenzo è uno di quei laziali che sempre ci sono stati: per lui parlano i numeri. Quasi duecentottanta presenze, quaranta reti. Uno che nel nostro palmares c’è, eccome. Sventolando una Lazialità senza macchie. Senza incidenti di percorso. Cinquantanove anni oggi: buon compleanno, Vincenzo.