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Inverno 1968, quaterna a ‘La Fiorita’ di Cesena

di Giorgio Bicocchi

MASSA4-wLo stadio dove oggi sarà di scena la Lazio, il ‘Dino Manuzzi’ , e’ la logica evoluzione di ciò che fu la mitica ‘Fiorita’ di Cesena. Il terreno di gioco, in cui, dalla metà degli Anni Settanta in avanti, si esibirono (applauditissimi) due nostri Campioni d’Italia, Giancarlo Oddi e Mario Frustalupi. Nell’inverno di quarantasette anni fa (come passa il tempo…) la Lazio di Lorenzo batte’ i romagnoli a domicilio, segnando quattro reti in ventidue minuti, dal 68′ fino al triplice fischio finale. 

Fu una vittoria determinante ai fini di quel campionato: che la Lazio avrebbe vinto trionfalmente, da battistrada, tornando prepotentemente in serie A.
Sessantotto minuti a sfidarsi sul fango e nel gelo della Romagna. Poi Peppiniello Massa suono’ la carica, sbloccando il risultato e raddoppiando. Fortunato, centravanti pieno di virtù – che, negli anni successivi, sarebbe diventato un buon amico di Chinaglia, con Long John che si divertiva a regalargli sovente sgargianti cravatte all’interno del suo negozio di via Nemorense – triplico’ prima della festa finale, il poker clamoroso siglato da Rinero.
Massa e Fortunato, insomma, ritratti assieme nella foto allegata. Fu una domenica tipicamente Laziale: una roboante vittoria colta in trasferta che significo’ il primato solitario in classifica, complici gli stop delle altre concorrenti alla promozione. E così trecento tifosi, alle dieci della sera, invasero festanti la Stazione Termini, acclamando Lorenzo ed i suoi giocatori, vittoriosi e primi in classifica.
La formazione mandata in campo quel pomeriggio? Per molti Laziali leggere questi nomi equivarrà ad un romantico tuffo al cuore: Di Vincenzo, Zanetti, Facco, Rinero, Soldo, Marchesi, Massa, Mazzola, Fortunato, Ghio, Cucchi. In panchina, accanto al Direttore Tecnico Lorenzo, c’era (ovviamente, verrebbe da dire…) Bob Lovati, il Totem della Lazialita’ del Dopoguerra.
Inverno 1968, stadio La Fiorita, Cesena-Lazio 0 a 4. Con l’auspicio che oggi i nostri ragazzi bissino, se non quell’impresa numerica, almeno i tre punti.