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La Lazio e Pelè: incroci d’estate

di Giorgio Bicocchi

Ammoniaci contro PelèAntonio Doria era il presidente della Lega Calcio Americana ed aveve un debole per la Lazio che – era la primavera del ’73 – si stava giocando, da splendida neopromossa, la conquista dello scudetto. Fu lui a tratteggiare la tournee estiva negli States dei biancocelesti che, poche ore dopo la rabbia del San Paolo e il sorpasso patito dalla Juve, complice la resa della Roma all’Olimpico, si imbarcarono su un volo dell’allora TWA per oltrepassare l’Atlantico.

Fu in questa occasione che la Lazio, per la prima volta, incrocio’ O’Rey, al secolo Pelè, il giocatore piu’ forte, allora, in attività, centrocampista-attaccante del Santos. Nella squadra brasiliana Pelè avrebbe giocato dal ’56 al ’74, vincendo tutto quello che c’era da vincere: 10 scudetti paulisti, 2 Coppe Libertadores, 2 Coppe Intercontinentali. Erano gli anni – quelli – in cui il Santos, solo per il fatto di schierare Pelè, girava il mondo come una squadra-superstar, incassando cachet da favola. Pure in Nigeria e in Cambogia il Santos si esibi’. La Lazio gioco’ le prime due partite di quel tour statunitense proprio contro il Santos. Il 26 maggio perse tre a zero in New Jersey, due giorni piu’ tardi, invece, quattro a due a Chicago. Pelè segno a Pulici complessivamente tre reti: uno nella prima gara, due nella seconda. Tra le due partite Lazio e Santos si ritrovarono a cena da “Mamma Leone”, uno dei piu’ famosi ristoranti di Manhattan, frequentato essenzialmente da sportivi. Proprio li’, ad esempio, Nino Benvenuti offri’ un sontuoso ricevimento quando conquisto’ la corona mondiale contro Griffith.
Per il terzo incrocio tra la Lazio e Pelè occorrerà aspettare quattro anni. Nel frattempo, la Lazio aveva vinto uno scudetto ma pure incredibilmente perduti il suo nocchiero prediletto, Maestrelli, e il suo centrocampista piu’ forte, Re Cecconi, scomparsi e sempre rimpianti. Pure Long John aveva detto basta, legandosi al progetto dei Cosmos e di una vita senza piu’ stress. Cosi’ il 1° giugno del ’77, al Giant’s di New York, davanti a Pelè, Chinaglia e Beckenbauer (che esordiva) la Lazio si prese la sua parziale rivincita su O’Rey. Vinse tre a due, battendo il Cosmos, con gol finale e decisivo di Pino Wilson.
Da allora Pelè è entrato nell’immaginario dell’appassionato biancoceleste solo per il fatto di duettare in campo con Chinaglia, tandem irresistibile del soccer americano e degli scudetti del Cosmos. Perché, per molti di noi, la favola di Long John era semplicemente immortale.