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La “prima volta a Parma”: Mancini, l’uomo dal tacco d’oro

di Giorgio Bicocchi

tacco mancini a parma 1999L’uomo dal tacco d’oro – come ricordato dal titolo de “l’Unità”, qui rievocato – si chiamava Roberto Mancini. Parma, lo stadio Tardini, la sagoma e il ciuffo di Mancio-gol, uno che cambio’ coi fatti la storia della Lazio. Prendendola da comprimaria e lasciandola, tre stagioni dopo, in vetta al calcio italiano ed europeo.

Il colpo di tacco con il quale Mancini, la sera del 17 gennaio 1999, porto’ in vantaggio la Lazio a Parma – fino ad allora trasferta maledetta dal momento che i biancocelesti mai vi avevano vinto – puo’ essere certamente annoverato tra i gol piu’ belli realizzati dalla squadra nei suoi 113 anni di vita. Delle prodezze di Silvio Piola, segnate nei suoi nove anni di militanza, non abbiamo purtroppo traccia: qualche istantanea, qualche foto, certo, ma nulla di compiuto per quanto concerne la dinamica e la preparazione dell’azione. Dei due mitici gol di Giordano alla Juve, all’Olimpico, c’è traccia, eccome. Come delle reti a raffica di Long John. Ma sul tacco del Mancio al Tardini, ottimizzando un corner calciato da Mihailovic, tutti possiamo essere concordi: si tratta della piu’ romantica prodezza della Lazio contemporanea. Lo sguardo allibito di Buffon mentre la rete si gonfia e l’urlo di Bobo Vieri che rincorre il Mancio urlandogli “sei un maestro” sono istantanee rimaste nell’immaginario collettivo di ogni appassionato.
Chissà che la rievocazione non possa propiziare qualche auspicio per la gara contro il Parma. Ne avrebbe bisogno la nostra squadra, a secco, in trasferta, da oltre quattro mesi, roba da Guinness dei Primati ma al contrario, pero’. L’uomo dal tacco d’oro: si, Parma, il Tardini, una maglia biancoceleste, il 10 sulle spalle sono legate indissolubilmente a quel fenomeno chiamato Roberto Mancini. Colui che, per mentalità, rivolto’ i destini della Lazio.