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La sorridente Lazio del 1933

di Giorgio Bicocchi

1_1933_5_febbraio_Fiorentina-Lazio_3-1-wPur a cavallo di due guerre sanguinose, l’Italia del 1933 era un Paese che sapeva ancora sorridere. Prendete la foto che oggi accludiamo: raffigura i calciatori di Fiorentina e Lazio prima (o dopo, chissà) un incontro disputato nel febbraio del 1933 in Toscana. E’ una istantanea che assomiglia ad un inno alla vita, allo sport, alla socializzazione. Tutti abbracciati, coinvolti.
La Lazio, poi, viveva in quegli anni una sorta di Eldorado. Da lì ad un anno sarebbe arrivato Silvio Piola, ingaggiato a suon di milioni di lire dal Presidente Gualdi. Nell’estate di quel 1933 Ezio Sclavi, che compare al centro della foto, avrebbe accompagnato, col resto della prima squadra, alla Stazione Termini i “pulcini” che, a Vienna, all’interno del mitico catino del Prater, avrebbero incantato contro la formazione giovanile del Wacker, un esempio per tutta l’Europa in quelle stagioni.
Con la Lazio che, quel giorno di febbraio del 1933, a Firenze, era proprio allenata da un tecnico che proveniva dalla scuola della mittleuropa: Sturmer.
Ma chi sono, chiederete, solo magari per un senso di curiosità, i Laziali raffigurati nella foto? C’è Bisigato, un ragazzone veneto, attaccante, il primo da sinistra. Poi, a seguire, Bertagni. E poi Pardini che nella Lazio disputò, con onore, tantissime stagioni, uno dei vanti sportivi della Versilia, di cui era originario. Con la chioma impomatata, con le mani congiunte, ecco “Filo’’” Guarisi, uno dei tanti brasiliani che (erano i tempi della Brasilazio inventata da Zenobi) vestirono in quelle stagioni la nostra casacca. Dopo Sclavi – al centro della foto, in una delle sue caratteristiche espressioni – ecco un altro brasiliano, Del Debbio (che stringe un fazzoletto con la mano sinistra), che vinse titoli a raffica in Brasile, anche da allenatore, e che alla Lazio, fece bene, eccome. Altri biancocelesti ritratti nella foto? De Maria, Pastore.
E’ una foto bella e romantica. In cui, ne converrete, il celeste della maglia di quel giorno assomiglia ad un elisir di lunga vita.