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Lazio Rugby, obiettivo stupire

di Giorgio Bicocchi

Un campionato a undici squadre, per via della rinuncia del Crociati Parma. Cinque partite a settimana, una squadra che, a rotazione, riposa e assiste alle gare degli altri. Alla Lazio accadra’ alla prima giornata: allenamento all’Acqua Acetosa, ottimizzando, se possibile, schemi e tattiche di gioco, aspettando il debutto. Eccolo, il Torneo Eccellenza. Undici squadre, due retrocessioni perché, dalla prossima stagione, con un solo approdo dalla serie inferiore, l’obiettivo sarà quello di avere un raggruppamento di sole dieci compagini.


Primi impegno per la Lazio Rugby? A Padova, nell’ultimo fine settimana di settembre contro il mitico Petrarca. Poi due stracittadine, entrambe sentitissime tra i tanti appassionato romani della palla ovale. Esordio in casa contro la Capitolina, neopromossa in Eccellenza, bissato poi dalla gara sul campo della Portuense delle Fiamme Oro. Tre squadre in Eccellenza, Roma, nel rugby, può dire di aver già vinto il suo campionato.
Ma la Lazio – primo ‘quindici’ in Italia, come recita lo spot che colora il bellissimo sito web della società – e’ un’altra cosa: significa tradizione, storia, eleganza, prestigio, solo per essere stata la prima società capace di esportare il rugby in citta’. Prima prima partita ufficiale giocata contro la Leonessa Brescia nel lontanissimo 1928, recitano gli almanacchi. E contro la storia e le rievocazioni, e’ noto, poco si può accampare.
Una squadra rivoluzionata rispetto allo scorso anno, in cui, peraltro, la salvezza mai è stata in bilico. Un nuovo allenatore, De Angelis, diversi, nuovi interpreti. L’auspicio e’ quello di stupire, che non vorrebbe certo dire centrare le prime quattro piazze, buone per giocarsi il titolo. L’obiettivo e’ quello di mettersi dietro, al più presto, due squadre, staccandosi dalla lotta per la salvezza. Fiamme Oro, Capitolina, Reggio Emilia, San Donà: ecco le prime avversarie, ecco i confronti che determineranno punti pesantissimi, le sfide da non perdere. Ma la Lazio – sezione nobile della Polisportiva, un bilancio sano ed una società solida – sogna di acciuffare il sesto posto, alle immediate spalle dei clubs del Nord più opulenti. Significherebbe dare nuovo slancio alla sezione, una delle più fiorenti d’Italia a livello di settore giovanile, con quel nugolo di squadre (e di ragazzi, dai sei anni in su) vestiti di biancoceleste, coronando gli sforzi e la passione di dirigenti che masticano rugby e poco se ne vantano.
Buon viaggio, ragazzi. Sarà bello venire a sostenervi il sabato pomeriggio all’Acqua Acetosa, assaporando la magia di uno sport unico e pulito.