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Long John dopo San Siro: guerra e pace

di Giorgio Bicocchi

20 marqzo 1974 chinaglia guerra e paceWTMGià nella pancia di San Siro, appena uscito dalla doccia, Giorgio Chinaglia aveva attaccato i difensori della Lazio. ‘Hanno commesso troppi errori. E purtroppo non e’ la mia prima volta’. Era una furia, Long John, il 17 marzo di quarant’anni fa: la Lazio aveva appena perduto tre a uno contro l’Inter. Incassando, in un caldo irreale, due gol nella prima mezz’ora, accorciando ad inizio ripresa con Garlaschelli prima di cedere di schianto.

Invece che centrare il pallone dopo aver subito il terzo gol, facendo ripartire l’azione, Chinaglia calcio’ la palla in fallo laterale con un tiro violentissimo, frutto della rabbia e della frustrazione. Era inevitabile che, di ritorno negli spogliatoi, il centravanti attaccasse chiunque gli capitasse a tiro. Frequenti le sue sfuriate, i suoi sbalzi umorali. Non era facile fargli sbollire la rabbia: solo Tommaso, dopo una mezz’ora abbondante, ci riusciva col suo carisma. Misurando le parole, incoraggiandolo, facendolo sentire al centro del progetto.
Nessuno ipotizzava però che – riaffacciandosi a Tor di Quinto il martedì dopo quell’infausto viaggio a San Siro, a nove turni dalla fine del campionato 1973-74 – Long John rincarasse la dose, rimarcando le accuse ai difensori, a Re Cecconi e a tutti (indistintamente) i suoi compagni di squadra. Leggete le sue parole, puntualmente riportate dal quotidiano ‘La Stampa’ il 20 marzo del ’74. ‘E’ inutile, la Lazio non è più quella di prima. Per tutto il primo tempo di Milano non abbiamo tirato in porta neppure una volta. Siamo tornati indietro di un anno. Sono riemerse tutte le sfasature che, lo scorso anno, ci impedirono di vincere lo scudetto. Ci siamo comportati come a Napoli, nell’ultima partita dello scorso campionato, quando andammo a fondo perdendo l’ultima occasione per vincere il titolo. A San Siro non sono mai stato messo in condizione di creare pericoli. Eppure ho tentato di smarcarmi, di scattare. Niente… Non è facile, in queste condizioni, restare calmi. Credo che non esistano più i presupposti per puntare allo scudetto. Anche l’anno scorso dissi che qualcosa non girava nella squadra. Come allora anche adesso il mio pessimismo e’ motivato. I fatti purtroppo mi hanno dato ragione. Se non riusciamo ad invertire la tendenza rischiamo di perdere un altro anno’.
Parole frutto di un pessimismo cosmico. Per fortuna passeggere. Prima della successiva partita interna col Cagliari, Long John venne rincuorato da Lenzini e da Maestrelli. Il venerdì successivo Chinaglia e Re Cecconi siglarono la pace. E, contro i rossoblu’, l’assist per il primo gol di Chinaglia venne proprio regalato da Cecco. Potenza di quella Lazio di carattere. Potenza del mito di Long John, il centravanti più amato.