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Loreto Rutolo, cuore d’oro Laziale

di Giorgio Bicocchi

fotoForse solo qualche Laziale con i capelli ingrigiti riconoscerà l’uomo, un po’ calvo, posizionato a sinistra nella foto che oggi presentiamo. Accanto a lui si scorgono le sagome di Umberto Lenzini e di un giovanissimo Bruno Giordano, con golf e rigoroso pantalone a zampa d’elefante, in linea con le tendenze dell’epoca. La foto fu scattata in una delle tante serate infrasettimanali, alla fine degli anni Settanta, in cui dirigenti e giocatori biancocelesti erano invitati alle inaugurazioni (o agli anniversari di fondazione) dei tanti Lazio clubs.
L’uomo a sinistra era Loreto Rutolo, prima Consigliere e poi Vice Presidente, fino all’avvento degli anni Ottanta della Lazio. Qualcuno lo ha dipinto, all’interno dell’allora sede di via Col di Lana, come un oppositore della gestione-Lenzini. Non sono restate, però, prove tangibili di questi presunti tradimenti. Rutolo possedeva una avviata impresa di costruzioni a Ladispoli, mandata avanti con l’ausilio dei due figli maschi. Amava la Lazio, però, in tutte le sue estrinsecazioni. ‘Aveva un cuore d’oro, anche con gli stessi dipendenti di via Col di Lana. Io, con Rutolo, avevo un rapporto privilegiato. Quando, ad esempio, iniziai a seguire la Lazio femminile (portammo anche tremila persone al Flaminio per applaudire le ragazze) volle anch’egli partecipare all’avventura. Il presidente di allora, Valbonesi, aveva ceduto la società: servivano innesti e talvolta anche soldi per perpetuare il nome-Lazio, all’epoca punto di riferimento del calcio femminile. Ma pure a via Col di Lana Rutolo amava trascorrere tante ore. Lasciava Ladispoli e i suoi cantieri all’ora di pranzo, imboccando l’Aurelia, magari piombando a Tor di Quinto per gli allenamenti. Era una presenza discreta ma palpabile. Non escludo che, talvolta, abbia anche risolto qualche pendenza economica’.
Il ricordo e’ di Angelo Tonello, uno dei più fedeli e appassionati dirigenti della Lazio degli ultimi quarant’anni. Emerge, insomma, il ritratto di un uomo profondamente generoso, con una passione – quella verso i colori biancocelesti – viva e vitale.
Proprio oggi, 28 marzo, ricorre il trentaduesimo anniversario della sua morte, avvenuta proprio a Ladispoli, dove inizio’ la sua ascesa verso il benessere. Ai Laziali più giovani la sua storia dirà poco o nulla. Agli altri, quelli dai cinquanta in più, leggere il suo nome avrà certamente provocato un palpito.