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Luglio 1953, Acquacetosa: la Lazio Baseball affronta gli yankee

di Giorgio Bicocchi

lazio marina americanaClara Boothe Luce fu l’ambasciatore statunitense che, nel ’53, il Presidente Eisenhower scelse per la prestigiosa sede di Roma. La sagoma bionda della diplomatica, ricca e raffinata newyorchese, compare all’inizio del servizio che la Settimana Incom – il cinegiornale che venne irradiato all’interno dei cinema italiani dal ’46 al ’65 – dedicò all’incontro di baseball che, il 4 luglio 1953, andò in scena sul diamante dell’Acquacetosa.

Un servizio, tratto dallo sterminato Archivio dell’Istituto Luce, la cui istantanea inaugurale oggi presentiamo, a corredo di questa romantica ricostruzione.
Da una parte la Lazio – che si apprestava ad aprire un piccolo ciclo di vittorie e grandi piazzamenti (seconda in campionato quell’anno, terza la stagione successiva, prima e scudettata nel ’55, ancora terza e seconda nelle annate a venire), realtà conclamata del baseball italiano – dall’altra la migliore selezione dei marinai americani di stanza nella base Usa di Napoli.
L’ambasciatore Boothe scagliò la prima palla dell’incontro che la Lazio – con onore – perse 18 a 5. Fu una sorta di avvenimento, che la Lazio visse con grande orgoglio se e’ vero che – dieci giorni dopo – la società volle precisare, con una specifica nota apparsa su ‘Il Corriere dello Sport’, che la squadra americana battuta dalla Roma baseball in quei giorni non era la stessa formazione che aveva incrociato i battitori biancocelesti.
Quella selezione, infatti, si leggeva nella nota, rappresentava il meglio delle quattro squadre U.S. Navy ospitate sul Golfo. Come dire, con un pizzico di civetteria, che i rivali affrontati (e battuti) dalla Roma non erano lontanamente paragonabili, per spessore tecnico, ai Marines incrociati dalla Lazio baseball, una delle sezioni più spumeggianti (e vincenti) degli Anni Cinquanta.