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Maestrelli e Chinaglia al Quirinale

di Giorgio Bicocchi

Lazio al QuirinaleCon mezzo scudetto metaforicamente sistemato sulle maglie, avendo conquistato nel gennaio del ’74 il titolo di Campione d’Inverno dopo il poker inflitto al Bologna, Maestrelli e Chinaglia imboccarono, da piazza Venezia, la salita che porta diretti al portone del Quirinale.

Maestrelli, che amava vestire sempre in modo sportivo, aveva rispolverato dall’armadio il vecchio abito blu mentre Long John, più restio alle prassi conclamate, non aveva tagliato i basettoni. Tommaso portava sottobraccio un pallone, firmato da tutti i componenti della rosa della Lazio, della squadra, ovvero, che di li’ a qualche mese, avrebbe vinto, per la prima volta nella sua storia, lo scudetto.
L’invito non era partito dal Presidente della Repubblica, Giovanni Leone, tantomeno da Donna Vittoria, la consorte dell’inquilino più augusto del Colle. Erano stati i tre figli del Presidente – Mauro, Paolo e Giancarlo – a chiedere a Maestrelli e a Chinaglia di andarli a trovare, come testimoniato dall’articolo de ‘Il Messaggero’ che provvediamo ad allegare a questa breve curiosità.
Mauro, come e’ noto, divenne, all’inizio degli anni Novanta, dirigente della Roma ciarrapichiana, mentre Giancarlo, che pure aveva una passione per l’Inter, era solito anche allenarsi con la Lazio più leggendaria della storia, correndo, sudando e giocando a Tor di Quinto. Proprio nei giorni successivi alla morte di Long John, Giancarlo Leone – oggi Direttore di Rai Uno – pubblico’ sulla propria pagina fb una struggente fotografia che lo ritraeva a Tor di Quinto con la maglia di allenamento della Lazio, accanto a Chinaglia.
Erano anni spensierati, in cui la Lazio era solita concedersi all’abbraccio di tanti, alimentando anche rapporti di stima molto profondi. Come quelli intessuti con i tre rampolli, all’epoca, della famiglia Leone. I figli del Presidente della Repubblica.