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Mario Riva, un grande laziale

di Giorgio Bicocchi

1960-1961 in lutto per la morte di Mario RivaNel settembre di cinquantatré anni fa, a causa dei postumi di una rovinosa caduta dal palcoscenico, morì a Verona Mario Riva, attore, comico e presentatore popolarissimo negli anni del Dopoguerra, in cui gli italiani ricominciarono a sognare.
Mario Riva, classe 1913, romano, figlio di un compositore, aveva una passione viscerale per la Lazio e non faceva nulla per dissimularla.

Nel corso degli anni e’ capitato, nel mondo dello spettacolo, che, per non inimicarsi gli appassionati di opposte sponde, molti attori e/o comici, che pure palpitavano per i nostri colori, abbiano volontariamente scelto di non sventolare la passione per la Lazio, tifando, per essa, ma in silenzio. Non era il caso di Mario Riva (che fu pure consigliere onorario della società), assiduo frequentatore della sede di Via Frattina. Nell’ambito dei reperti senza prezzo contenuti dagli archivi dell’Istituto Luce, in via Tuscolana, a Roma, abbondano vecchi servizi filmati, rigorosamente in bianco e nero, in cui Mario Riva, magari coadiuvato dalla ‘spalla’ Riccardo Billi, cita, in divertenti sketch, la Lazio ed alcuni dei giocatori biancocelesti più rappresentativi di quegli anni. Ci sono pure diverse istantanee che ritraggono Riva mentre addirittura esulta all’Olimpico per un gol di Selmonsson o di Vivolo, gli eroi dell’epoca. Erano, quelle, stagioni magiche, in cui la Lazio spesso si sarebbe posizionata in classifica alle spalle degli opulenti clubs del Nord, prenotando il primo squillo della sua storia: la vittoria nella Coppa Italia del ’58.
A Mario Riva vanno riconosciuti due meriti. Il primo, prettamente professionale: aver riportato il sorriso sul viso degli italiani in fortunate e coinvolgenti trasmissioni come ‘Il Musichiere’, cantando sigle che ancora oggi resistono all’usura del tempo come ‘Domenica e’ sempre domenica’. Il secondo di stampo prettamente passionale: aver mai nascosto (o compresso) il suo tifo per la Lazio (presente con un proprio gonfalone il giorno dei suoi funerali, celebrati in piazza del Popolo davanti ad oltre centocinquantamila persone: nella foto a corredo, tra l’altro, raffiguriamo la formazione della Lazio scesa al Flaminio con il lutto al braccio per la morte dell’attore).
Per questo non appare per nulla esagerato definire Mario Riva ‘un grande laziale’, strappato, da eventi fortuiti e sfortunati, alla causa che amava quasi piu’ del proprio lavoro.