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Moriggi, lo scudiero di Pulici

di Giorgio Bicocchi

MoriggiGià il nome di battesimo suscitava simpatia: Avelino. Impossibile, poi, non volergli bene all’interno di quella Lazio di matti, pistoleri, eterni burloni. Capaci di lottare tutti per uno, in campo, e di confezionarsi scherzi atroci dal lunedì al sabato. ‘El negher’ – così era soprannominato all’interno degli spogliatoi di Tor di Quinto – compie oggi 67 anni.

Immaginiamo Avelino Moriggi, lo storico ‘dodicesimo’ della Lazio scudettata, spegnere le candeline nella ditta di famiglia, a Cinisello Balsamo, da dove, nell’oratorio del paese (qualcuno racconta che fossero epiche le sue sfide con un altro ragazzino impenitente, Pierino Prati) la sua favola agonistica cominciò a dipanarsi. La Lazio lo ingaggio’ dall’Alessandria per fare da guardaspalle a Sulfaro. Al netto della stagione vissuta in prestito ad Arezzo, resto’ in biancoceleste fino all’estate del ’76, quando qualcuno in società gli preferì Garella. Aveva appena trent’anni e sarebbe stato pure giusto concedergli i galloni da titolare. Invece – come accadde per un altro ‘dodicesimo eccellente, Alessandrelli, eterno ‘secondo’ di Zoff nella Juve – la vita di Moriggi e’ stata un eterno aspettare. Nella Lazio registro’ tre presenze in campionato e sei gettoni in Coppa Italia. Una miseria rispetto alle sue qualita’. Sempre in panchina, coprendo le spalle a Felice, che pure, in allenamento, doveva sempre stare sulla corda perché Avelino – narra qualcuno ancora oggi, a quarant’anni di distanza – era davvero bravo, numero uno (o meglio dodici…) essenziale e concreto. Ragazzo mite, mai una parola fuori posto: una vera eccezione in quel gruppo di matti. Ci rimase male a Bologna, nell’ultima gara della stagione 1973-74, quando Maestrelli, pur con lo scudetto già vinto e cucito sul petto, gli preferì ancora Pulici. Prevalse il suo senso di appartenenza, la voglia di non polemizzare, il carattere di ragazzo perbene. Il suo palmares registra uno scudetto, un titolo della De Martino e un altro tricolore della squadra riserve: non male davvero.
Auguri, Avelino. Buon compleanno, Moriggi, scudiero di Felice, eterno ‘dodicesimo’ della Lazio più amata.