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Pampa, i giorni felici

di Giorgio Bicocchi

Lettera PampawtmNella primavera di ventidue anni fa, nel marzo del ’92, lo schiacciatore brasiliano Pampa affido’ ad una pagina di giornale le sue sensazioni dopo aver trascinato la Lazio Volley, a suon di prodezze, in serie A1. E’ l’articolo che alleghiamo a questa breve rievocazione su una delle sezioni storiche della Polisportiva.

Una delle più amate, ad esempio, da Gian Chiarion Casoni, erede di una delle famiglie storiche del sodalizio, che fu anche Presidente della Lazio Volley. Erano giorni felici quelli che Pampa descrive in poche righe: la Lazio, allenata da Nino Beccari, un ferrarese che trovo’ al Palazzetto la cornice più adatta per esprimersi, timbro’ il terzo posto nel campionato di serie A2, piazza utile per festeggiare le promozione. In questo articolo, scritto evidentemente di getto per via delle innumerevoli emozioni che vengono illustrate, Pampa – che avrebbe vinto di li’ a pochi mesi la medaglia d’oro ai Giochi di Barcellona, diventando così il nono campione olimpico della Polisportiva – giurava amore eterno verso la Lazio e la città, pronto a caricarsi sulle spalle, in serie A1, una squadra intera.
Abitava in un residence in cima a via della Balduina, Pampa, la casa sempre aperta per gli amici, cene frequenti per cementare quel gruppo di giganti biancocelesti, trenta partite, solo cinque sconfitte in quella stagione baciata dalla sorte.
Invece, dopo quelle annate evidentemente vissute al di sopra delle proprie possibilità economiche, la Lazio perse il suo alfiere prediletto, cominciando a scivolare lentamente verso l’oblio.
Nel campionato 1992-93 la squadra, pur vincendo partite storiche (come a Modena, contro la Panini), non ce la fece a salvarsi, arrivando terz’ultima in serie A1, ad una sola vittoria da quello che sarebbe stato un altro miracolo agonistico. Mancava Pampa, infatti, e senza il condottiero, oggettivamente, fu tutto più scivoloso.
Di quei giorni felici, nella primavera del ’92, restano – come eredità – queste righe spensierate scritte di proprio pugno da Pampa, il campione più leggendario della storia biancoceleste della pallavolo.
Legittimo, allora, rievocarle, a beneficio soprattutto di coloro che, allora piccole aquile, ignoravano tanti aneddoti sulla Lazio Volley, una disciplina che trasuda tradizione.