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Professor Governato, auguri!

di Giorgio Bicocchi

GovernatoSettantacinque anni (quelli che compie proprio oggi) e non sentirli. Perché Nello Governato, oltre ad essere ovviamente rimasto un signore competente di pallone, scrive sempre piu’ libri, attento alle vicende del mondo, moderando pure dibattiti sui diritti civili, sulla vita nelle carceri sovraffollate. Rintuzzando con orgoglioso sdegno, insomma, l’avanzare degli anni.

Resta l’istantanea di un signore oltre il tempo che, nei suoi anni di Lazio (tanti…), non ha forse raccolto quanto avrebbe realmente meritato. E’ successo spesso nella storia della Lazio. Prendete il caso di Beppe Signori: tre volte capocannoniere con la nostra maglia addosso, mica uno scherzo. Bene, il suo legame con la Lazio si interruppe bruscamente proprio a ridosso delle vittorie a raffica dell’era-Cragnotti. Stesso, malinconico epilogo per “Il Professore”, nomignolo che gli venne affibbiato per la sapienza tattica e per la classe fuori luogo. Ovvero non possibile per tutti. Classe ’38, torinese, studi classici, un amore per i libri e per lo scrivere che lo porto’, negli anni della maturità, ad imporsi anche come giornalista e come scrittore. Alla Lazio arrivò nella stagione 1961-62: anni bui, inutile rivangarlo, contrassegnati dalla prima caduta in serie B. Lo schieravano centravanti, figuratevi, lui, con quel fisico mica da corazziere, e Nello, sia pure a malincuore, accettava per provare ad emergere. Fu Lorenzo (un po’ “loco”, pazzo, ma pure uomo dalle fortunate intuizioni) a riciclarlo centrocampista, spostandolo venti metri più dietro, a dettare i tempi del gioco e ad inserirsi, con profitto, in attacco.
Si sviluppò così un’altra vita agonistica. Governato piaceva per il repertorio tecnico da grande giocatore. La Lazio lo cedette a Moratti, all’Inter, ma lui pago’ le eccessive attese nerazzurre. Dopo l’esperienza a Vicenza ritorno’ al suo grande amore, la Lazio. Restando altri quattro anni, equanimemente vissuti sull’ascensore, ovvero tra promozioni e amare retrocessioni. Quando la sagoma di Maestrelli cominciava a stagliarsi all’orizzonte, la sua favola con la Lazio evaporò. Non raccolse nulla, insomma, di quello che avvenne nei primi anni Settanta. Resto’ la passione per i nostri colori. Nello compro’ casa a Roma, restandovi a vivere. Fu poi dirigente, direttore sportivo soprattutto nell’era-Cragnotti, fedele accompagnatore nei blitz del Presidente per arricchire la rosa della Lazio.
Con quelle 236 partite complessive giocate con l’Aquila sul petto, Nello Governato è nella “Hall of fame” del club. Senza mai aver vinto nulla. Solo dando dimostrazione, negli anni, di fedeltà, stile ed attaccamento verso i nostri colori. Buon compleanno, “Professore”.