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Romagnoli, l’amico di Piola

di Giorgio Bicocchi

RomagnoliQuando venne edificato lo stadio di Pescara, Elio Romagnoli, il figlio di Italo, presento’ la candidatura del papà per dare un nome all’impianto. La Giunta Comunale del capoluogo scelse invece, salomonicamente, il nome “Adriatico” e il sogno della famiglia Romagnoli svani’. Eppure i requisiti c’erano: primo giocatore pescarese ad aver raggiunto, negli anni Quaranta, la maglia azzurra, avendo pure sempre militato in carriera in squadre di serie A. 

Tra cui, ovviamente, la nostra Lazio, incontrata dopo l’esperienza a Napoli. In maglia biancoceleste, Italo Romagnoli, classe 1916, gioco’, tra gli altri, al fianco di Gradella, Monza, Flamini, Gualtieri, Pisa, Puccinelli, Vettraino e Longhi (questi ultimi due con un passato tra i formidabili “pulcini” invitati a confrontarsi al Prater di Vienna, nel ’33, con la grande scuola calcistica degli omologhi del Wacker). Soprattutto fu fedele compagno di Silvio Piola: una amicizia che duro’ nel tempo, fino a quando il piu’ grande centravanti italiano se ne ando’. Nei giorni successivi alla scomparsa dell’amico, tramite le colonne dell’edizione abruzzese de “Il Messaggero”, Italo Romagnoli regalo’ ricordi romantici del loro rapporto. Le partite a ramino, giocate con Ramella e Gradella. Le lunghe trasferte, vissute uno a fianco dell’altro. I gol, gli abbracci, i trionfi. Come quello a Testaccio, confezionato da Piola con una doppietta, seppure con la testa grondante sangue. Soprannominato “palla di gomma” per le virtu’ acrobatiche e di recupero, Romagnoli, terzino arrembante, è rimasto sempre legato a quella Lazio ed ai valori che incarnava. Quasi ottanta presenze in biancoceleste, un fascio di muscoli difficilmente arginabile. Custode di una Lazio antica e romantica, solo per il fatto di aver diviso i suoi destini col mito di Re Silvio.