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Sono Jeelani e oggi compio 60 anni

di Giorgio Bicocchi

Abdul JeelaniSolo quei matti del Centro Studi (che hanno pure recuperato una mia vecchia foto, con la maglia dell’Eldorado Lazio, a lato ritratta) potevano ricordarsi del mio compleanno. Bells, Pensylvania, Stati Uniti: io, Abdul Jeelani, ex-centro della Lazio Basket, ex-stella delle franchigie americane di Dallas e Portland, sono nato qui, esattamente sessanta anni fa.

Vi confesso che non pensavo di arrivare a festeggiare il traguardo. Il destino mi ha voltato le spalle, la vita sembrava avermi tolto il saluto. Ho perso il lavoro, un volta che avevo smesso di giocare a basket. Sono stato colpito da tre tumori, l’ultimo alla prostata. Ho perso tutti i soldi, braccato dai debiti. Mi sono separato da mia moglie. Io, che pure mai avevo dato importanza, in carriera, al business ed ai soldi, mi sono ritrovato ‘homeless’, senzatetto, in un ricovero per dimenticati di Racine, in Wisconsin.
Qui, tre anni e mezzo fa, la centralinista mi passo’ una telefonata che proveniva dall’altro capo dell’Atlantico. C’era Simone Santi che mi parlava da Roma. Ho chiuso gli occhi e mi sono ritrovato, d’incanto, all’interno del Palazzetto di viale Tiziano, negli anni in cui ho giocato con la Lazio di Giancarlo Asteo. Furono stagioni belle, appassionanti, coincise con una storica promozione in serie A1. Io duettavo sul parquet con l’amico Mc Donald, mettendo a segno una media di oltre trenta punti a partita. Poi la carriera mi ha portato a Livorno, oltre che ad essere stella della NBA.
E’ stata però la Lazio Basket l’unica entita’ a gettarmi una ciambella nel momento del bisogno. Quando non ero più me stesso, dimenticato da tutti, braccato dai creditori e dalle malattie. Il Presidente Santi mi ha parlato del progetto ‘Lazio Colors’ , del sogno di strappare dalla strada tanti bambini della periferia, facendoli innamorare della palla a spicchi.
La Lazio Basket opera anche in Mozambico, in una terra d’Africa lontana e difficile. Io, vessillifero del progetto. Io, con una storia vera e difficile da raccontare. Io come monito, come esempio di uno che, sia pure con difficoltà, ne è venuto sempre fuori, mai smarrendo la dignità.
Ecco perché è bello, oggi, che il mondo-Lazio, il club che alla fine degli Anni Settanta mi ha regalato la notorietà ed un ‘passpartout’ verso il successo – poi puntualmente perduto in virtù di eventi negativi – si sia ricordato di me.
Abdul Jeelani, americano, nato il 10 febbraio 1954. Laziale acquisito.