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Sul piroscafo verso i Mondiali: quei tre laziali sul ponte…

di Giorgio Bicocchi

Allenamento a bordo del piroscafo in navigazione verso Brasile 1950wtmE’ una foto storica ed unica quella che vi mostriamo e di cui il Centro Studi va fiero: raffigura il piroscafo che, da Napoli, dopo una traversata dell’Atlantico durata quasi venti giorni, trasporto’ in Brasile la Nazionale azzurra, pronta a disputare la fase finale dei Campionati del Mondo del ’50.
E’ una foto suggestiva, in cui compaiono anche gli autografi di tutti i giocatori di quella spedizione.

Assolutamente nefasta dal momento che gli azzurri vennero esclusi al termine del girone di qualificazione, eliminati e pure contestati al ritorno in patria. Di quella spedizione facevano parte anche tre giocatori della Lazio: Remondini, Furiassi e Sentimenti IV. Costituivano, nella squadra biancoceleste, una autentica diga difensiva. Classe, temperamento, attaccamento ai colori. Il “Sises” – era questo il nome del piroscafo – fece un primo scalo, oltrepassata Gibilterra ed entrato in mare aperto, alle isole Canarie. Proprio a Las Palmas gli azzurri scesero a terra, disputando una leggera sgambatura all’interno del campo di calcio della città.
Già, perché il problema, in quelle due settimane e passa di navigazione, fu proprio quello di mantenere un discreto tono muscolare in vista dell’inizio del Campionato del Mondo. Gli azzurri erano soliti addirittura giocare una partitella sul ponte della nave, quando essa era in navigazione: era capitato piu’ volte, insomma, complice il gran vento, che qualche pallone fosse finito o nel Mediterraneo o, peggio ancora, nell’Oceano.
Furono Furiassi e Remondini, piu’ di altri, a tenere alto il morale, vincendo spesso la noia e l’apatia del gruppo. 

Piroscafo Sises in navigazione verso mondiali Brasile 1950wtm

Le cronache raccontano che la Federazione – dopo l’episodio di Superga, avvenuto un anno prima, in cui perse la vita l’intero Grande Torino – boccio’ l’idea di trasferire la Nazionale in aereo, preferendo raggiungere le coste brasiliane tramite la placida navigazione di un piroscafo. Sbarcata a Santos, la Nazionale alloggio’ al diciottesimo piano di uno smisurato albergo che, in quei giorni, accoglieva anche le ragazze argentine di un corpo di ballo. Furono molte le tentazioni, qualche scambio d’intesa. La cosa fini’ sui giornali, con tutto cio’ che ne consegui’. Il campo, poi, boccio’ ogni velleità azzurra: il Mondiale del ’50, nel computo complessivo delle nostre partecipazioni ai Campionati del Mondo, è rassegna su cui giustamente è calato l’oblio.
Resta questa foto, firmata da tutti i componenti di quell’avventura: il “Sises” mentre solca il mare, portando in Brasile tre laziali e il resto della Nazionale. Proprio vero: ricostruendo la storia della Lazio è facile ripercorrere la storia d’Italia.