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Tonello, auguri al patriarca

di Giorgio Bicocchi

1996.10.00 Tonello in cima allOlimpicoMeriterebbe, Angelo Tonello, che stamattina il cielo sopra Poli, vicino a Palestrina – dove da qualche anno si è ritirato a vivere – fosse tutto celeste, il colore che ama di più. Festeggia il compleanno, Angelo, uno dei patriarchi attuali della Lazio. Fedelissimo dirigente della Lazio di Lenzini, introdotto in società proprio dal ‘sor Umberto’ per via di un diploma da geometra e qualità professionali mica da sottacere.

In mezzo a trent’anni di Lazio, quasi tutti vissuti all’interno della sede di via Col di Lana, amicizie, rapporti consolidati, storie rigorosamente biancocelesti. Con Flamini, Lovati, Lombardini, Guenza, Gabriella Grassi, Bezzi, Ziaco, Recchia, Gilardoni, il ragionier Angelini, Giancarlo Giolitti, i fratelli Castelli, compagni di lavoro ma pure di svago, parlando di pallone e, soprattutto, di Lazio, ricche e povere.
Accompagnando Lenzini, fino allo scudetto. Dividendo col ‘sor Umberto’ centinaia di ore in macchina, per portarlo in trasferta oppure solo per aspettare l’uscita dei giornali davanti alla storica edicola di piazza Colonna. O, ancora, accompagnandolo a casa, a piazza Carpegna, magari assistendo al perfezionamento di tante trattative (come quella che portò alla Lazio il portiere Bandoni). Conosceva ogni anfratto dello Stadio Olimpico, Angelo: la Lazio – quelle di Lenzini, Casoni, Chinaglia, Chimenti, Calleri, Cragnotti (sia pure per poche stagioni) – spediva lui, sentendosi ampiamente rappresentata, nelle riunioni operative che precedevano l’organizzazione di grandi partite. Decine le persone (steward, inservienti, addetti al campo, fotografi, giornalisti della sua epoca, dirigenti della Lazio attuale) che lo salutano ancora oggi, non appena la sua sagoma compare lungo viale dei Gladiatori, avvicinandosi all’Olimpico, la casa di gran parte della sua vita. Formidabili i suoi aneddoti su tante Lazio e tanti interpreti del passato. Tutti raccontati con grandissimo trasporto e immutata nostalgia. Un appassionato a diciotto carati della Lazio e della sua gente. Auguri al patriarca: buon compleanno, Angelo. Vecchio (solo all’anagrafe) cuore biancoceleste.