Dal 2012 il centro di studio e documentazione ufficialmente riconosciuto dalla S.S. Lazio

Una grande scoperta: la Lazio Ciclismo correva già nel 1904

di Pasquale Trane

ciclismo 6La S.S. Lazio Ciclismo è una tra le Sezioni più prestigiose della Società Sportiva Lazio, sia per i titoli conquistati (tra gli altri, il campionato mondiale su pista con Mario Gentili e il campionato italiano su strada con Silvia Parietti), sia per gli atleti che hanno vestito la maglia biancoceleste (il campionissimo Fausto Coppi, il fratello Serse e Bruno Pontisso).
La storiografia ha sempre pacificamente ritenuto che la creazione della Sezione Ciclismo della S.S. Lazio risalisse al 1939, per iniziativa di Aurelio Aureli e Remo Zenobi e sotto la direzione di Vittorio Spositi.
Il Centro Studi Nove Gennaio Millenovecento, a seguito di un approfondito lavoro di ricerca, è in grado di dimostrare con assoluta certezza che la sezione ciclistica biancoceleste vide la luce negli ultimi mesi del 1904, dunque ben 35 anni prima di quanto oggi si trova riportato su libri e siti internet.
Infatti, già su Il Messaggero del 5 ottobre 1904, veniva annunciata l’inaugurazione della “sezione ciclistica” con una gita sociale Roma-Monterotondo-Mentana-Roma di 50 km, im programma la successiva domenica 16 ottobre.
Il Messaggero del 25 novembre 1904 riporta poi la notizia della prima corsa ciclistica sociale indetta dalla S.P. Lazio, sul percorso Porta Salaria-Castel Giubileo-Grotta Rossa-Due Ponti-Salita di Tor di Quinto-Viale dell’Olmo-Piazza d’Armi, con medaglie in palio per i primi cinque arrivati.
Per il 15 gennaio 1905 veniva organizzata dalla Lazio un’altra corsa ciclistica sociale, sul percorso Ponte Salario-Castel Giubileo-Via Flaminia-Viale Angelico, vinta da Remo Forlivesi, seguito da Gioacchino Fumagalli, Alfonso Stanghetti, Guido Mariotti e Vittorio Spositi, colui che nel 1939 prenderà le redini della Sezione.
Lo stesso 15 gennaio 1905 si svolgeva una gara organizzata dal Circolo Ciclistico Roma, nella quale il Laziale Giulio Gizzi (anche valente podista) si classificava terzo.
La scoperta del Centro Studi Nove Gennaio Millenovecento costituisce un’altra tessera del grande mosaico della meravigliosa storia biancoceleste, in relazione alla quale nessuno può ancora ritenersi depositario della verità assoluta.