Dal 2012 il centro di studio e documentazione ufficialmente riconosciuto dalla S.S. Lazio

Una valigia dei sogni

W2-3

di F.C.

Nel nostro lavoro di ricerca nella Storia biancoceleste spesso ci si imbatte nelle Storie,  di uomini prima che atleti. Spesso ancora in oggetti capaci di raccontare, col loro polveroso silenzio, storie di uomini e passioni. Verde. Di cartone (di fibra d’ananas, per l’esattezza). Un po’ scalcinata.

La valigia approdata al Centro Studi Nove Gennaio Millenovecento nasce come contenitore del materiale di cancelleria prodotto per la Lazio dallo Studio Grafico Bertello, importante e storico studio grafico del cuneese. A tradirne un uso “rivisitato” (maglie, calzoncini e chissà cosa, erano il suo contenuto) spiccano gli adesivi di quegli hotel che ospitarono la Lazio Calcio, nelle sue permanenze lontano da Roma, degli anni ’60, ’70 ed ‘80. Tra questi il brianzolo Hotel Fossati, l’Hotel dei Campioni dello Sport, come recita ancora la sua pubblicità. Rimane invece solo l’ombra dell’adesivo dell’aquila stilizzata “Tonini” del 1979.

L’uso ultimo, invece, lo si scopre aprendola. Odore di passato. E pochi, importanti, pezzi di Storia “laziale”. Due sacche di tela marchiate “S .S. Lazio s.p.a.”. In un epoca in cui i biglietti venivano acquistati ai botteghini con denaro frusciante o spesso tramite la faticosa e paziente raccolta settimanale di monetine tintinnanti, queste, erano il mezzo fisico per il trasporto ed il versamento in Banca degli incassi. Versamenti, che nella Roma violenta degli anni ’70, avvenivano così: La Lazio aveva tre banche di riferimento ed il dirigente decideva solo all’ultimo momento della domenica sera su quale sportello di “cassa continua” depositare i contanti, scortato da un paio di auto della Polizia ed opportunamente munito di porto d’armi…

Spicca poi il cartello dei botteghini con la dicitura “CURVE ESAURITE” completata da un’artigianale ed efficace “NORD” scritto con il pennarello. Scheggia di storia di un calcio fatto di passione che spingeva ad esaurire gli stadi. Di quando, a Roma, trovando al botteghino quel cartello, complice magari un pranzo domenicale andato per le lunghe, potevi comunque andare sotto la Madonnina di Monte Mario, armato di radiolina, a condividere la tua passione con gli altri innamorati di Lazio. A vivere, seppur da lontano, i tuoi sogni di tifoso.